Storia del gioco del Lotto

Storia del gioco del LottoBreve storia del gioco del Lotto: Il l. è un gioco a premi di fortuna nel quale la vincita dipende dall’indovinare un numero o una combinazione di numeri in una serie di sorteggi eseguiti a caso con i numeri da 1 a 90.

Sulla genesi di questo gioco, in Italia, non ci sono notizie certe e molti sono i suoi predecessori. A Milano nel 1448 esistevano infatti le cosiddette “borse di ventura“, che erano in pratica delle scommesse molto simili al lotto.

L’abitudine a scommettere, in quel periodo, si diffuse in tutto il Paese, tanto che a Genova nel 1588 uno Statuto proibiva le scommesse per decreto, vietando il gioco sulla vita del Pontefice, dell’imperatore, dei re, dei cardinali, sull’esito delle guerre, sui matrimoni, sulle elezioni dei magistrati o dei dogi e addirittura sulla peste.

Per trovare delle certezze sul gioco del Lotto si deve risalire al 1620: da quell’anno in poi, proprio a Genova, questo gioco trova una precisa regolamentazione. Nella città ligure esisteva un gioco simile al moderno lotto e basato sui numeri, erano le scommesse che si facevano sull’elezione dei senatori della città che venivano estratti tra 90 candidati con un ballottaggio tra 5 eletti. Inizialmente fu chiamato Lotto di Genova, perché alcuni attribuivano la sua invenzione a un patrizio genovese, tale Benedetto Gentile. Negli altri Stati italiani e nello Stato Pontificio, invece, il gioco del Lotto era osteggiato per motivazioni di ordine morale.

Il Lotto di Genova si diffuse nei sec. XVII° e XVIII° negli altri Stati italiani in regime di monopolio. Il provento, derivante dalla differenza tra i premi che sarebbero spettati ai vincitori in proporzione alla posta pagata e i premi che a essi venivano offerti, spesso fu assegnato in parte a scopi di beneficenza e di utilità pubblica.

Tra il XVIII° e il XIX° secolo vennero inventati gli almanacchi, libretti a vastissima diffusione che riportano le serie dei numeri estratti e l’indicazione dei numeri da giocare. Tra i titoli più popolari che introducono, sul modello del cinquecentesco Almanacco perpetuo di Rutilio Benincasa, inserti dedicati al lotto, il Nuovo dilucidario della buona fortuna di Napoli e il Barbanera di Foligno.

Seguirono altre pubblicazioni di carattere popolare, come i pianeti della fortuna, in uso dalla metà del XIX° secolo alla metà del XX°: distribuiti per fiere e mercati da un venditore ambulante che attirava i clienti esibendo un pappagallo dai colori sgargianti che pescava da un bussolotto, su richiesta, un foglietto con pronostici e le serie dei numeri fortunati per il gioco.

A partire dal 1863 il gioco del lotto è diffuso in tutta l’Italia e viene giocato su 6 differenti ruote: Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino e Venezia, a cui si aggiungerà la settima nel 1871, dopo l’annessione di Roma all’Italia e l’ottava ruota nel 1874 con Bari. La struttura a 10 ruote nasce l’8 luglio 1939 con l’introduzione delle ruote di Cagliari e Genova, mentre la ruota Nazionale (11ª ruota) è partita il 4 maggio 2005.

Inizialmente le estrazioni del Lotto erano limitate a due o tre all’anno, diventeranno più frequenti nel 1807 (quindicinali), nel 1871 (settimanali), nel 1997 (bisettimanali) e infine le tre estrazioni settimanali dal 2005.


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